Rifiuti
Si riporta l'ultima analisi disponibile.
I dati più aggiornati riferiti ai rifiuti urbani in Lombardia, forniti dai Comuni ed elaborati e validati dall’Osservatorio Regionale Rifiuti di ARPA Lombardia, fanno riferimento all’anno 2024 e attestano una produzione totale pari a 4.862.308 tonnellate, con un aumento del 3,1% rispetto al dato del 2023 anch’esso in aumento del 2,1% rispetto al dato 2022. Tali incrementi, tuttavia, vanno analizzati nell’ambito di andamenti temporali più ampi: il dato di produzione, infatti, risulta superiore del +2,9% rispetto al valore medio dell’ultimo quinquennio pari a 4.723.707 t ma si è sostanzialmente riallineato al dato di produzione pre-pandemia dell’anno 2019, il quale rappresenta il valore più alto di un andamento in crescita dall’inizio delle misurazioni (1995), andamento che ha subito e mantenuto una riduzione del tasso di incremento a partire dal 2013.
Poichè la produzione di rifiuti urbani è correlata al dato della popolazione residente, ad incidere maggiormente sulla produzione sono le province più popolate di Milano per il 31,2% (+1,7% rispetto al 2023), Brescia per il 14,4% (+4,8% rispetto al 2023), Bergamo per il 10,9% con (+3,5% rispetto al 2023), Varese per l’8,5% (+1,3% rispetto al 2023) e Monza e Brianza per il 7,8% (2,9% rispetto al 2023). Le rimanenti sette province rappresentano meno di un terzo della produzione totale (27,1%).
Il dato regionale di produzione pro-capite si assesta a 484,5 kg/ab*anno (1,33 kg/ab*giorno), con un incremento del 3% rispetto al dato del 2023 che era pari a 4 470,kg/ab*anno e a 1,29 kg/ab*giorno. Il valore pro-capite annuale regionale è più basso della media italiana di 507 kg/ab*anno (fonte ISPRA) che però rappresenta una forchetta ampia che va dal valore più basso della Basilicata (356 kg/ab*anno) a quello più alto dell’Emilia Romagna (663 kg/ab*anno).
Nel 2024, le province lombarde presentano dati relativi alla produzione pro-capite abbastanza differenziati: le province con un dato di produzione pro-capite superiore alla media regionale in kg/abitante*anno sono Brescia (552,5), Mantova (538,3), Pavia (509,7), Cremona (502,4), Sondrio (498,8) e Lecco (493,0); al di sotto della media regionale si trovano invece le province di Como (480,6), Bergamo (476,0), Varese (471,2), Milano (467,2), Lodi (449,3) e Monza (432,8). Le variazioni rispetto all'anno precedente sono ricomprese tra il -10,7% di Lodi e +14% di Brescia.
I comuni che hanno registrato un dato di produzione totale pro-capite inferiore a quello regionale sono 833 (nel 2023 erano 853), corrispondenti al 55,5% sul totale dei comuni e al 64% - ovvero 6.389.455 - degli abitanti.
La raccolta differenziata ha raggiunto le 3.615.595 tonnellate, con un aumento del 3,8% rispetto alle 3.481.650 tonnellate del 2023.
La percentuale di raccolta differenziata raggiunge il 74,4% rispetto al 73,8% del 2023.
Il Programma Regionale di Gestione Rifiuti in vigore prevede come scenario obiettivo al 2027 il raggiungimento del valore dell’80% di raccolta differenziata. Attualmente le provincie di Mantova con l’87,4%, e Bergamo con 81,4% risultano già allineate, mentre le province di Pavia e Sondrio non hanno ancora raggiunto l’obiettivo fissato entro il 2020 del 67%.
A livello comunale 1147 comuni (pari al 76,4% del totale) hanno superato l'obiettivo del 67% al 2020, 901 comuni (pari al 60% del totale) hanno superato la percentuale di raccolta differenziata media regionale e 597 comuni (pari al 40% del totale) hanno già superato l’obiettivo dell’80% al 2027. Il 21% dei comuni lombardi, tuttavia, non ha ancora raggiunto l’obiettivo europeo al 2020 del 65%.
La raccolta dell’organico è stata effettuata da 1.291 Comuni (86%) con un leggero incremento rispetto al 2023 (1.277 Comuni), mentre i Comuni che hanno effettuato la raccolta dei rifiuti tessili sono stati 1.172 (nel 2023 erano 1.151) e 330 non l’hanno ancora attivata. Per entrambe le frazioni l’incremento della raccolta, obbligatoria dal 2022, avviene a ritmo lento.
In riferimento ai rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), invece, si registra un aumento significativo della raccolta del 7,3% rispetto 2023; l’incremento ha riportato i volumi intercettati al di sopra dei livelli pre‑crisi, segnando così un’inversione di tendenza rispetto al biennio precedente che aveva visto un calo presumibilmente attribuibile a fattori congiunturali quali la riduzione della capacità di conferimento da parte di alcuni operatori e la minore attività di sostituzione di apparecchiature obsolete. Tale evoluzione risulta particolarmente significativa se posta a confronto con l’evoluzione del consumo interno dei RAEE, il quale ha proseguito la sua espansione in maniera ininterrotta, registrando un tasso di crescita medio annuo del 3 % nello stesso arco temporale.
In riferimento alle infrastrutture industriali, la Regione Lombardia dispone di un parco impianti che consente praticamente l’autosufficienza nella gestione dei rifiuti urbani. Quasi il 98% dei rifiuti prodotti sono gestiti direttamente in Regione. Quantitativi ridotti di alcune frazioni sono invece inviate in altre regioni, principalmente per motivi di prossimità, tra cui l’Emilia-Romagna (1,05%), il Piemonte (0,79%), il Veneto (0,54%), e il Trentino-Alto Adige (0,04%). Nelle altre regioni sono inviati quantitativi irrisori (circa lo 0,12%), in questo caso per lo più per motivi di filiera.
In discarica sono state smaltite direttamente 91 tonnellate di rifiuti indifferenziati (0,002%), destino assolutamente residuale che si riferisce essenzialmente a rifiuti ingombranti o spazzamento strade, che raggiunge il valore complessivo dello 0,4% del totale dei rifiuti urbani prodotti se aggiungiamo il contributo derivante dai residui del trattamento degli impianti di pretrattamento (TMB e TM) dei rifiuti urbani indifferenziati (frazione residuale).
Si è registrato, infine, un aumento nella percentuale di recupero complessivo di materia ed energia: si è passati dal 85,7% del 2023 all’86,5% del 2024. L’incremento è imputabile alla crescita del recupero di materia dal 63,4% del 2023 al 64,4% del 2024.
Occorre segnalare tuttavia che la Decisione di Esecuzione della Commissione 2019/1004 ha definito nuove modalità di calcolo dell’indice con il quale gli Stati membri devono monitorare gli obiettivi di riciclaggio dei rifiuti urbani fissati in almeno al 55% in peso al 2025, al 60% al 2030, al 65% al 2035. Non sono state ancora emanate a livello nazionale le indicazioni per il calcolo del riciclaggio in conformità alla Decisione, ma nel Rapporto di monitoraggio dell’attuazione del Piano Regionale, Regione Lombardia ha effettuato una prima stima del riciclaggio effettivo del totale dei rifiuti urbani, al netto degli scarti e della preparazione per il riutilizzo, nonostante gli obiettivi da monitorare sono di dimensione nazionale, non regionale.
L’indice di riciclaggio per l’anno 2023 sulla dimensione regionale è pari a 54,9%, prossimo all’obiettivo del 55% al 2025.
Se si confronta tale indice con il valore dell’indicatore “avvio a recupero di materia” per lo stesso anno (63,4%), si registra un gap dell’ 8,5% in meno in virtù dell’affinamento del calcolo che il nuovo indice di riciclaggio impone per stimare in modo più verosimile l’effettivo riciclo dei rifiuti urbani raccolti.
Il calcolo reale dell’indice di riciclaggio verrà nuovamente effettuato con riferimento ai dati del 2025, secondo modalità di stima che verranno ulteriormente migliorate sulla base degli esiti di un lavoro di confronto e approfondimento che Regione ha avviato con ARPA e Consorzi di filiera.
Per approfondimenti: https://www.arpalombardia.it/temi-ambientali/rifiuti/
Nel 2023 la produzione totale dei rifiuti urbani (RU) in Regione Lombardia è stata pari a 4.714.739 tonnellate, con un aumento del 2,1% rispetto al dato del 2022 (4.616.465 tonnellate), quando invece si era registrato un decremento del -3,2% rispetto al dato 2021.
Il dato di produzione in incremento, tuttavia, è in linea con il valore medio dell’ultimo quinquennio pari a 4.723.707 t ed è comunque inferiore del 2,6% rispetto alla produzione dell’anno 2019 pre-pandemia.
L’aumento è legato sia ad un incremento dei quantitativi di rifiuti raccolti in modo differenziato che ad un incremento della popolazione che è passata da 9.950.740 a 10.022.402.
Poiché i quantitativi di rifiuti urbani prodotti dipendono sostanzialmente dalla popolazione residente, ad incidere maggiormente sulla produzione sono le province più popolose di Milano per il 31,6% (+1,8% rispetto al 2022), Brescia per il 14,2% (+4,2% rispetto al 2022), Bergamo per il 10,9% (+0,7% rispetto al 2022), Varese per l’8,7% (+2,1% rispetto al 2022) e Monza e Brianza per il 7,8% (2,4% rispetto al 2022). Le rimanenti sette province rappresentano meno di un terzo della produzione totale (26,8%).
Il dato regionale di produzione pro-capite si assesta a 470,4 kg/ab*anno (1,29 kg/ab*giorno), con un incremento del 1,4% rispetto al dato del 2022 che era pari a 463,9 kg/ab*anno e a 1,27 kg/ab*giorno.
Il valore pro-capite annuale regionale è più basso della media europea di 513 kg/ab*anno (dato Eurostat 2022) che però rappresenta una forchetta ampia che va dal valore più basso della Estonia (373 kg/ab*anno) a quello più alto dell’Austria (827 kg/ab*anno).
Nel 2023, le province lombarde presentano dati relativi alla produzione pro-capite abbastanza differenziati: le province con la produzione pro-capite più alta e superiore alla media regionale sono Brescia (528,6 kg/ab*anno), Mantova (508,9 kg/ab*anno), Pavia (489,5 kg/ab*anno), Lecco (487,5kg/ab*anno), Sondrio (475,4 kg/ab*anno) e Cremona (474,1 kg/ab*anno).
Al di sotto della media regionale si trovano invece le province di Bergamo (461,6 kg/ab*anno), Como (466,9 kg/ab*anno), Varese (465,6 kg/ab*anno), Milano (459,2 kg/ab*anno), Lodi (422,5 kg/ab*anno) e Monza e Brianza (420,8 kg/ab*anno). Le variazioni rispetto all'anno precedente sono comprese tra -1,5% di Lodi e +4,2% di Brescia.
I comuni che hanno registrato un dato di produzione totale pro-capite inferiore a quello regionale sono 811 (nel 2022 erano 863), corrispondenti al 53,9% sul totale dei comuni e al 69,3% degli abitanti.
La raccolta differenziata ha raggiunto le 3.481.650 tonnellate, con un aumento del 3,0% rispetto alle 3.379.350 tonnellate del 2022: tale dato va letto anche in relazione all’aumento del 2,1% della produzione totale e del -0,3% dei rifiuti urbani indifferenziati.
La percentuale di raccolta differenziata raggiunge il 73,8% rispetto al 73,2% del 2022.
Tutte le province, con le sole eccezioni di Pavia e Sondrio, hanno raggiunto e superano l’obiettivo fissato entro il 2020 dal precedente Programma Regionale di Gestione Rifiuti (PRGR) del 67% di raccolta differenziata. L’ultimo aggiornamento del PGRG, approvato con D.G.R. 6408 del 23/05/2022, prevede invece come scenario obiettivo al 2027 il raggiungimento del valore dell’80% come raccolta differenziata. Attualmente solo le provincie di Mantova, con l’86%, e Bergamo con 80,5% risultano già allineate. A livello comunale 1124 comuni (pari al 74,7% del totale) hanno superato l'obiettivo del 67% fissato dal precedente PRGR al 2020, 914 comuni (pari al 60,8% del totale) hanno superato la percentuale di raccolta differenziata media regionale e 591 comuni (pari al 39,3% del totale) hanno già superato l’obiettivo dell’80% fissato dal PRGR al 2027. Il 22% dei comuni lombardi, tuttavia, non ha ancora raggiunto l’obiettivo europeo al 2020 del 65%.
La raccolta dell’organico è stata effettuata da 1.277 Comuni (84,9%) con un leggero incremento rispetto al 2022 (1.255 Comuni), mentre i Comuni che hanno effettuato la raccolta dei rifiuti tessili sono stati 1.151 (nel 2022 erano 1.071) e 353 non l’hanno ancora attivata. Per entrambe le frazioni l’incremento della raccolta, obbligatoria dal 2022, avviene a ritmo lento.
Tra gli indicatori di sviluppo dell’economia circolare si registra un aumento della percentuale di recupero complessivo di materia ed energia: si è passati dal 84,8% del 2022 all’85,7% del 2023. L’incremento è imputabile alla crescita sia del recupero di materia - dal 62,7% al 63,4% – che, seppur contenuto, del recupero di energia - dal 22,1% al 22,2%.
In discarica infine sono state smaltite direttamente 1.774 tonnellate di rifiuti indifferenziati (0,038%), valore in costante progressiva diminuzione. Ciò evidenzia come il ricorso alla discarica sia assolutamente residuale (si tratta essenzialmente di rifiuti ingombranti o spazzamento strade), rispetto alla termovalorizzazione e al trattamento meccanico-biologico.
In riferimento alle infrastrutture industriali, la Regione Lombardia dispone di un parco impianti che consente praticamente l’autosufficienza nella gestione dei rifiuti urbani. Quasi il 98% dei rifiuti prodotti sono gestiti direttamente in Regione (da intendersi come primo destino). Quantitativi ridotti di alcune frazioni sono invece inviate in altre regioni, principalmente per motivi di prossimità, tra cui l’Emilia-Romagna (1,6%), il Piemonte (0,68%), il Veneto (0,46%), e il Trentino-Alto Adige (0,05%). Nelle altre regioni sono inviati quantitativi irrisori (circa lo 0,04%), in questo caso per lo più per motivi di filiera.
Nel 2022 la produzione totale dei rifiuti urbani (RU) in Regione Lombardia è stata pari a 4.616.465 tonnellate con un decremento del -3,2% rispetto al dato del 2021.
Contestualmente è diminuita la produzione pro-capite regionale del -3,1% rispetto al dato dell’anno precedente passando da 478,6 kg/ab*anno (1,31 kg/ab*giorno), a 463,9 kg/ab*anno (1,27 kg/ab*giorno).
Anche i quantitivi da raccolta differenziata sono diminuiti del -3,2%; nel 2022 sono infatti state raccolte in modo differenziato 3.379.350 tonnellate di rifiuti rispetto alle 3.490.845 tonnellate del 2021. Guardando alle singole frazioni, in generale, si registrano dei valori inferiori rispetto al 2021 tranne che per la plastica (+0,5%), oli e grassi minerali (+1,0%), vetro (+4,3%) e tessili (+8,8%).
Nel 2022, la percentuale di recupero complessivo di materia ed energia “diretto” è stata pari a 84,8% rispetto alla produzione dei rifiuti urbani, valore in leggero aumento rispetto al dato 2021 (83,9%), con:
- percentuale di recupero di materia pari al 62,7% (dato 2021: 62,8%);
- percentuale di recupero di energia diretto pari al 22,1% (dato 2021: 21,1%).
Se invece si considera anche l’apporto derivante anche dal “secondo destino” allora la percentuale di recupero complessivo di materia ed energia sale fino a pari a 89,3% (dato 2021:89,1%).
Per quanto riguarda inceve il conferimento diretto in discarica, nel 2022 sono stati smaltiti, secondo questa modalità, solo 1.890 tonnellate di rifiuti urbani non differenziati (corrispondenti allo 0,041% del totale dei rifiuti urbani), in diminuzione rispetto al 2021, quando ne erano state smaltite 2.167 tonnellate (pari allo 0,0454% del totale dei rifiuti urbani). Ciò evidenzia come il ricorso alla discarica, nella nostra regione, sia effettivamente residuale.
Considerando anche il contributo derivante dai secondi destini (TMB e TM) dei rifiuti urbani non differenziati, in quantitativo complessivo inviato a discarica raggiunge le 52.875 tonnellate totali, pari a 1,2% della produzione totale.
NOTA: si ricorda che a partire dai dati relativi al 2016, è stato adottato il nuovo metodo di calcolo della percentuale di raccolta differenziata, introdotto dal DM 26 maggio 2016, mentre le percentuali di recupero di materia sono invece calcolate secondo il precedente metodo, che si riferisce a quanto è stato effettivamente recuperato.
Nel 2021 la produzione totale dei rifiuti urbani (RU) in Regione Lombardia è stata pari a 4.768.999 tonnellate, con un aumento del 2% rispetto al dato 2020.
Si è registrato un aumento del 2% anche per la produzione pro-capite di rifiuti che è passata da 469,3 kg/ab*anno (pari a 1,29 kg/ab*giorno), a 478,6 kg/ab*anno (pari a 1,31 kg/ab*giorno).
Continua la crescita delle raccolte differenziate, arrivate a 3.491.737 tonnellate, con un aumento di +1,9% rispetto alle 3.428.177 tonnellate del 2020 mentre la percentuale di raccolta differenziata si assesta al 73,2%.
Nel 2021, la percentuale di recupero complessivo di materia ed energia “diretto” è stata pari a 84% rispetto alla produzione dei rifiuti urbani, valore in leggera diminuzione rispetto al 85% del 2020, con:
- percentuale di recupero di materia pari al 62,8% (dato 2020: 63,4%);
- percentuale di recupero di energia diretto pari al 21,2% (dato 2020: 21,6%).
Se invece si considera anche l’apporto derivante anche dal “secondo destino” allora la percentuale di recupero complessivo di materia ed energia sale fino a 89,1% (dato 2020: 90,1%).
Per quanto riguarda inceve il conferimento diretto in discarica, nel 2021 sono stati smaltiti, secondo questa modalità, solo 2.167 tonnellate di rifiuti urbani non differenziati (corrispondenti allo 0,05% del totale dei rifiuti urbani), in diminuzione rispetto al 2020, quando ne erano state smaltite 2.396 tonnellate (pari allo 0,051% del totale dei rifiuti urbani): ciò evidenzia come il ricorso alla discarica, nella nostra regione, sia effettivamente residuale.
Considerando anche il contributo derivante dai secondi destini (TMB e TM) dei rifiuti urbani non differenziati, in quantitativo complessivo inviato a discarica raggiunge le 48.961 tonnellate totali, pari a 1,03% della produzione totale.
NOTA: si ricorda che a partire dai dati relativi al 2017, è stato adottato il nuovo metodo di calcolo della percentuale di raccolta differenziata, introdotto dal DM 26 maggio 2016, mentre le percentuali di recupero di materia sono invece calcolate secondo il precedente metodo, che si riferisce a quanto è stato effettivamente recuperato.
La produzione totale dei rifiuti speciali in Regione Lombardia nel 2023 è stata pari a 19.522.847 tonnellate; rispetto al dato del 2022 (18.775.253 tonnellate) c’è quindi stata un aumento di 747.594 tonnellate, pari al +4,0%. Questo dato non comprende i rifiuti non pericolosi derivanti da attività di costruzione e demolizione, la cui produzione è attestata in 15.222.143 tonnellate, pari al 18% della produzione nazionale di 83 milioni di tonnellate.
Nel 2023, la produzione dei rifiuti speciali fa registrare un leggero aumento rispetto al 2022 analogamente a quanto rilevato per i rifiuti urbani.
Da segnalare che nel 2023 la raccolta RAEE ha subito un nuovo calo, le cui cause sono diverse e concomitanti e principalmente divise in:
- la dispersione dei RAEE per effetto dell’attribuzione ai rifiuti elettronici di un codice EER non corretto;
- l’esistenza di flussi paralleli di gestione al di fuori dai canali ufficiali;
- il mancato conferimento, soprattutto dei RAEE di piccole dimensioni, da parte dei cittadini.
Un altro elemento da considerare è il calo delle vendite di apparecchiature TV e monitor registrato a seguito degli importanti incrementi negli acquisti che hanno caratterizzato il triennio precedente contrassegnato, tra gli altri, dagli incentivi per l’acquisto di un nuovo televisore previo avvio a riciclo del vecchio.
L’aumento della produzione è un elemento che ha caratterizzato anche il contesto nazionale; la produzione totale nazionale di rifiuti speciali, infatti, si è assestata su 83,0 milioni di tonnellate (+0,9%, corrispondente a più di 770.908 tonnellate). Se ne ricava che la Lombardia continua a rappresentare il 23,5% della produzione nazionale di rifiuti speciali, nonostante la significativa riduzione rilevata.
Nel contesto regionale, i rifiuti speciali non pericolosi prodotti nel 2023 ammontano a 16.314.367 tonnellate (84% del totale), in aumento del 4,1% rispetto al 2022 (15.675.656 tonnellate), mentre i rifiuti pericolosi ammontano a 3.208.480 tonnellate, anch’essi in aumento del 3,5% rispetto al 2022 (3.099.597 tonnellate). L’aumento della produzione di rifiuti speciali nell’anno 2023,rispetto al 2022, è riscontrabile in quasi tutte le province; l’incremento più significativo riguarda la provincia di Cremona (+24,3%), seguito da Brescia (+8,1%) e Varese (+7,0%), meno rilevanti gli aumenti di Bergamo (+3,5%), Mantova (+3,2%), Lecco (+1,6%), Milano (+1,5%), Sondrio (+1,4%) e Monza-Brianza (+0,9). Si segnalano diminuzioni per le province di Pavia (-2,9%), Como (-2,8%) e Lodi (-1,2%).
In riferimento alla gestione dei rifiuti speciali degli impianti lombardi autorizzati, il quantitativo totale trattato nel corso dell’anno 2023 è stato pari a 48.056.156 tonnellate più o meno stabile (in calo del -0,9% rispetto alle 48.486.496 tonnellate dell’anno precedente), di cui 47.282.749 tonnellate (-0,75%) sottoposte a operazioni di recupero e 5.660.923 tonnellate (-1,8%) destinate a smaltimento.
Il quantitativo di rifiuti avviati a smaltimento equivale quasi al 12% sul totale gestito mentre il quantitativo di rifiuti avviati a recupero equivale al 88% sul totale gestito. Sono escluse le operazioni di deposito e messa in riserva (D15 ed R13).
Tenuto conto che per i rifiuti speciali vige il regime di libera circolazione, i quantitativi dei rifiuti speciali gestiti negli impianti lombardi è pari a quasi 3 volte il quantitativo di rifiuti prodotti sullo stesso territorio.
Nel corso degli anni il quantitativo dei rifiuti speciali gestiti dagli impianti lombardi ha avuto una tendenza in crescita ed i quantitativi di rifiuti avviati a recupero sono aumentati in maniera costante con conseguente diminuzione di quelli destinati a smaltimento. Solo nel 2020 si è registrata una diminuzione dei quantitativi trattati a causa della emergenza pandemica.
La produzione totale dei rifiuti speciali in Regione Lombardia nel 2022 è stata pari a 18.964.889 tonnellate; rispetto al dato del 2021 (20.281.061 tonnellate) c’è quindi stata una diminuzione di 1.316.172 tonnellate, pari al -6,5%. Questo dato non comprende i rifiuti non pericolosi derivanti da attività di costruzione e demolizione, la cui produzione è attestata in 16.185.341 tonnellate, pari al 20% della produzione nazionale di 79 milioni di tonnellate.
Nel 2022 sono stati mantenuti gli incentivi disposti dal Governo per la riqualificazione energetica degli edifici e ciò spiega l’andamento in controtendenza della produzione dei rifiuti da costruzione e demolizione, il cui aumento rispetto al 2021 (+3,9%) è comunque più contenuto dell’aumento (+6%) registrato nel 2021 rispetto al 2020.
Nel 2022, la produzione dei rifiuti speciali fa registrare una flessione rispetto al 2021 analogamente a quanto rilevato per i rifiuti urbani; in quest’anno condizioni geopolitiche critiche come l’avvio della guerra in Ucraina e la crisi energetica conseguente hanno avuto impatti significativi su un contesto produttivo già provato dalla pandemia.
La riduzione della produzione è un elemento che ha caratterizzato naturalmente anche il contesto nazionale ma con livelli meno significativi; la produzione totale nazionale di rifiuti speciali, infatti, si è assestata su 82,2 milioni di tonnellate (-2,1%, corrispondente a più di 3,4 milioni di tonnellate). Se ne ricava che la Lombardia continua a rappresentare il 23% della produzione nazionale di rifiuti speciali, nonostante la significativa riduzione rilevata.
Nel contesto regionale, i rifiuti speciali non pericolosi prodotti nel 2022 ammontano a 15.862.313 tonnellate (84% del totale), in diminuzione del -7,4% rispetto al 2021 (17.126.635 tonnellate), mentre i rifiuti pericolosi ammontano a 3.102.575 tonnellate, anch’essi in diminuzione del -1,6% rispetto al 2021 (3.154.426 tonnellate). La diminuzione della produzione di rifiuti speciali rispetto all’anno 2022 è riscontrabile in tutte le province lombarde, ad eccezione di Lecco, Lodi e Sondrio che hanno avuto rispettivamente un aumento di 9,9% e 1,7% e 3,2%; significative le riduzioni di Mantova, Brescia e Varese (rispettivamente -19,1%, -14,8%, -10%), meno rilevanti le riduzioni di Milano (-5,5%), e Como (-4,8%).
In riferimento alla gestione dei rifiuti speciali degli impianti lombardi autorizzati, il quantitativo totale trattato nel corso dell’anno 2022 è stato pari a 48.486.496 tonnellate (con una diminuzione del -1,8% rispetto alle 49.366.963 tonnellate dell’anno precedente), di cui 42.719.108 tonnellate (- 1,2%) sottoposte a operazioni di recupero e 5.767,39 tonnellate (-6,1%) destinate a smaltimento.
Il quantitativo di rifiuti avviati a smaltimento equivale al 12% sul totale gestito mentre il quantitativo di rifiuti avviati a recupero equivale al 88% sul totale gestito. Sono escluse le operazioni di deposito e messa in riserva (D15 ed R13).
Tenuto conto che per i rifiuti speciali vige il regime di libera circolazione, i quantitativi dei rifiuti speciali gestiti negli impianti lombardi è pari a quasi 3 volte il quantitativo di rifiuti prodotti sullo stesso territorio.
Nel corso degli anni il quantitativo dei rifiuti speciali gestiti dagli impianti lombardi ha avuto una tendenza in crescita ed i quantitativi di rifiuti avviati a recupero sono aumentati in maniera costante con conseguente diminuzione di quelli destinati a smaltimento. Solo nel 2020 si è registrata una diminuzione dei quantitativi trattati a causa della emergenza pandemica.
La produzione totale dei rifiuti speciali in Regione Lombardia nel 2021 è stata pari a 20.281.061 tonnellate, con un aumento di +14,9% rispetto al dato del 2020 (17.645.814 tonnellate). Tale incremento è imputabile alla ripartenza delle attività economiche post covid-19. A seguito dell’emergenza sanitaria, infatti, nel corso del 2020, molte attività produttive sono state bloccate, sospese o ridotte con una conseguente riduzione della produzione di rifiuti speciali. Si ricorda che in tali quantitativi non sono conteggiati i rifiuti non pericolosi da costruzione e demolizione (i cosiddetti "inerti da C&D").
Tutte le province hanno registrato nel 2021 un aumento nella produzione totale di rifiuti speciali rispetto al dato dell’anno precedente: gli incrementi maggiori si rilevano nelle provincie di Brescia (+26,0%), Pavia (+24,6%) e Lecco (+23,5%) seguite da Bergamo (+15,4%), Como (+14,8%) Mantova (+11,4%), Lodi (+8,1%), Cremona (+6,4%), Milano (+6,2%), Monza Brianza (+5,9%), Varese (+4,1%) e Sondrio (+1,0%).
Nell’ultimo anno, il quantitativo totale di rifiuti trattati (escluse le operazioni D15 e R13) è passato da 43.784.118 a 49.366.963, in tendenza rispetto agli anni precedenti all’emergenza epidemiologica
Relativamente alle operazioni di trattamento di tali rifiuti la tendenza è sicuramente rivolta al massimo recupero e al minimo smaltimento: il 6% dei rifiuti gestiti viene avviata a smaltimento (escludendo i quantitativi sottoposti a D15) e il restante 94% a recupero (escludendo i quantitativi sottoposti a R13).
È necessario puntualizzare che i quantitativi di rifiuti trattati non sono direttamente confrontabili con i quantitativi dei rifiuti prodotti in Lombardia (urbani e speciali), in quanto gli impianti lombardi possono ricevere rifiuti anche da altre regioni e viceversa, i rifiuti lombardi possono essere conferiti ad impianti fuori regione.
La produzione totale dei rifiuti speciali in Regione Lombardia nel 2020 è stata pari a 17.645.814 tonnellate, con un aumento di +6,5% rispetto al 2019 (18.869.786 t), corrispondente a circa 1.223.972 tonnellate in meno. Si ricorda che in tali quantitativi non sono conteggiati i rifiuti non pericolosi da costruzione e demolizione (c.d. "inerti da C&D").
La diminuzione della produzione totale di rifiuti speciali rispetto all’anno 2019 è riscontrabile in quasi tutte le province lombarde; i cali maggiori si rilevano nelle provincie di Bergamo (-14,6%) e Monza Brianza (-10,0%), significativi anche i cali di Brescia, Milano, Mantova e Varese (rispettivamente -7,3%, -6,7%, -6,2%, -6,2%), meno rilevanti le riduzioni di Lodi -3,0%, Lecco -0,8%, Pavia -0,8%. In aumento la produzione delle provincie di Como +6,0%, Cremona +1,5% e Sondrio +0,7% che, però, incidono rispettivamente il 4% per Como e Cremona e l’1% Sondrio sulla produzione complessiva regionale. Nell’ultimo anno, il quantitativo totale di rifiuti trattati (escluse le operazioni D15 e R13) è passato da circa 46.408.219 a 43.784.118 t, una riduzione legata all’emergenza Covid, in controtendenza rispetto agli anni precedenti.
Relativamente alle operazioni di trattamento di tali rifiuti la tendenza è sicuramente rivolta al massimo recupero e al minimo smaltimento. Il quantitativo di rifiuti avviati a smaltimento (esclusa l'operazione D15) equivale a 13,3% sul totale gestito a smaltimento, mentre il quantitativo di rifiuti avviati a recupero (esclusa l'operazione R13) equivale a 86,7% sul totale gestito a recupero. È necessario puntualizzare che i quantitativi di rifiuti trattati non sono direttamente confrontabili con i quantitativi dei rifiuti prodotti in Lombardia (urbani e speciali), in quanto gli impianti lombardi possono ricevere i rifiuti anche da altre regioni e viceversa.
PER SAPERNE DI PIù
Data ultimo aggiornamento: 12/02/2025
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12/02/2025
Data inserimento: 05/05/2023
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Struttura responsabile del contenuto informativo: Rifiuti
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Struttura responsabile della pubblicazione: Comunicazione
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