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800.061.160

IL PIZZO

Area Il Pizzo
Comune Branzi
Provincia Bergamo
Tipologia Monitoraggio Acquisizione manuale e automatica
Monitorata dal CMG

dal 1999 rete distometrica manuale, dal 2010 rete geotecnica automatica

Monitorata

dal 1996 rete manuale e dal 2006 geotecnica automatica dal Comune

Modalità di acquisizione dei dati in tempo reale

strumentazione geotecnica ogni 30’ - strumentazione idrometeorologica ogni 10’

Numero e sistemi di trasmissione

1 modem rete mobile / 1 modem satellitare in backup

Strumentazione installata

rilevamento automatico: 10 estensimetri, 6 inclinometri superficiali, 1 stazione meteo con pluviometro e termometro
rilevamento manuale: 19 linee distometriche

Campagne annuali di misura manuale

2 distometriche

Dati acquisiti ogni anno

402.960

Descrizione del dissesto

L’area monitorata è situata a monte della frazione di Rivioni nel Comune di Branzi (BG), in sponda idrografica destra del Fiume Brembo di Carona e si sviluppa dal rilievo roccioso del Monte il Pizzo a una altezza di 1.600-1.650 metri circa.
Il dissesto può essere ricondotto alla presenza di alcuni enormi blocchi rocciosi di dimensioni che superano i 10.000 metri cubi, delimitati da fratture larghe fino a 3 metri, il cui crollo/ribaltamento può coinvolgere le sottostanti abitazioni e infrastrutture fino al fondovalle posto a 800 m. di quota. E’ inoltre possibile l’innesco di colate di detrito lungo il versante che possono raggiungere le aree abitate.
Il dissesto è studiato da tempo: eventi di crolli di massi sono infatti stati segnalati nel 1950 e nel 1976, mentre nel 1987 si è avuta una colata detritica che ha raggiunto la frazione di Rivioni. Dal 1996 è stata installata una rete di monitoraggio manuale, integrata nel 1999 con strumentazione a misura automatica, che nel tempo è stata potenziata e riorganizzata fino a raggiungere la consistenza attuale. Nel periodo tra il 1996 e il 1999 si sono registrati spostamenti di pochi millimetri all’anno, con l’eccezione di uno spostamento improvviso e rilevante (fino a oltre 30 mm) lungo tutte le fratture in concomitanza con gli eventi alluvionali del 1997. L’analisi dei dati di monitoraggio condotto dal 1999 evidenzia movimenti minimi, dell’ordine di alcuni millimetri, o nulli.