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INVENTARIO

Aggiornamento inventario delle emissioni INEMAR - 2023

L’inventario fornisce una stima quantitativa dei contributi alle emissioni in atmosfera provenienti da varie sorgenti, sia di origine antropica (come il traffico, gli impianti di riscaldamento, sorgenti industriali etc.), che naturale (come ad esempio le foreste), e come essi si distribuiscono su un determinato territorio.

L’inventario si configura, pertanto, come una banca dati essenziale per la zonizzazione del territorio regionale e la valutazione dello stato di qualità dell’aria, nonché per supportare la pianificazione di interventi di riduzione delle emissioni, anche mediante l’analisi di scenari e proiezioni future.

I risultati dell’inventario regionale forniscono inoltre informazioni preziose per i modelli di qualità dell’aria di ARPA, per la reportistica sulla qualità dell’aria e gas climalteranti prevista dalla normativa e da Protocolli Internazionali, nonché elementi di caratterizzazione del contesto per studi di impatto ambientale. Nell’ultimo triennio hanno acquisito ulteriore rilevanza in relazione al popolamento di indicatori ambientali per monitorare uno sviluppo economico e sociale sostenibile per l’ambiente e processi altamente strategici come efficientamento energetico, transizione ecologica, energie rinnovabili.

Principali risultati 

  • Particolato (PM10): a livello regionale le principali sorgenti di PM10 primario sono la combustione non industriale (38%, il cui contributo preponderante è dovuto alla combustione di legna e similari), ed il trasporto su strada (26%, il cui contributo maggiore è dovuto ad emissioni da usura e risospensione).
  • Ossidi di azoto (NOx): Il trasporto su strada è la principale sorgente di NOx (40%, il cui contributo principale è dovuto alla combustione in motori Diesel) seguita dalla combustione industriale (18%, i cui contributi più importanti sono dovuti alle caldaie industriali a metano, alla produzione di cemento e alla produzione di alluminio di seconda fusione), da altre sorgenti mobili (15%, i cui contributi più importanti sono dovuti agli off-road agricoli Diesel e al traffico aereo) e dalla combustione non industriale (12%, il cui contributo più importante è dovuto al riscaldamento a gas naturale, seguito da quello da combustione di legna e similari).
  • Ammoniaca (NH3): è emessa principalmente dal settore zootecnico e dalla fertilizzazione minerale (95%, il cui contributo principale è dovuto alla gestione di reflui zootecnici).
  • Composti organici volatili non metanici (COVNM): sono emessi principalmente dall’uso di solventi (31%, principalmente da verniciatura, altro uso di solventi e produzione/lavorazione di prodotti chimici) ed anche da sorgenti biogeniche che rappresentano una buona parte dei contributi in agricoltura (26%, il cui contributo preponderante è dovuto alle coltivazioni) ed in altre sorgenti ed assorbimenti (28%, principalmente dalle foreste).

Miglioramenti introdotti

Con la nuova edizione dell’inventario delle emissioni sono stati introdotti notevoli miglioramenti metodologici che hanno permesso di affinare ulteriormente le stime e ridurne il margine di incertezza.

  • Emissioni da settore zootecnico: nella valutazione sono stati introdotti i dati dei gestori di più di 700 allevamenti intensivi soggetti ad AIA. Viene distinta la fase di spandimenti dei reflui zootecnici introducendo una specifica valutazione. Per le sorgenti non soggette ad AIA sono stati definiti fattori di emissione specifici per la Lombardia che hanno determinato una riduzione delle stime di circa il 14% rispetto a quelle ottenute con valori medi nazionali.
  • Emissioni da risollevamento: il contributo alle emissioni di PM10 cosiddetto “non-exhaust” del traffico su strada sta diventando sempre più rilevante rispetto alle emissioni dei motori endotermici. Oltre alle emissioni da usura, già considerate in varie edizioni dell’inventario, sono state effettuate valutazioni sul risollevamento di polveri dalle strade. Il contributo delle emissioni da risollevamento (7,9% del PM10 totale) è stato incluso nel Trasporto su strada.
  • Emissioni di polveri da attività di costruzione: nel macrosettore 4 sono state introdotte le emissioni di polveri da attività di costruzione, che tengono conto di numerosi fattori, quali il numero e l’estensione dei cantieri, il tipo di opera e le caratteristiche meteorologiche medie della Lombardia.
  • Emissioni da Pizzerie: la valutazione delle emissioni di questa particolare sorgente è stata affinata grazie ad uno studio specifico condotto dall’Università di Milano che ha permesso di ottenere dei fattori di emissione da analisi sperimentali ed anche nuove metodologie di stima degli indicatori di attività.
  • Rilevamento sull’impiego di caminetti aperti: i risultati di una recente analisi campionaria hanno rilevato ancora la presenza di questi sistemi di combustione, particolarmente inefficienti ed emissivi, nelle abitazioni delle famiglie Lombarde.
  • Analisi della congiuntura economica: il periodo 2022-2023 è stato caratterizzato dall’incremento dei prezzi di gas, pellet e fertilizzante urea. Nelle valutazioni emissive si è tenuto conto in particolare di un possibile incremento dell’uso di biomassa legnosa per il riscaldamento e della riduzione dei volumi venduti di urea.

Andamento delle emissioni

Sulla base della valutazione emissiva relativa al 2023, è stata ricostruita e valutata la serie storica delle emissioni regionali in Lombardia tra il 2014 ed il 2023 per i principali macroinquinanti.

  • Ossidi di azoto (NOx): le emissioni si sono ridotte del 13% tra il 2021 ed il 2023 e del 29% tra il 2014 ed il 2023. Sia nel breve che nel medio periodo la riduzione delle emissioni è principalmente dovuta al traffico su strada.
  • Particolato (PM10): le emissioni si sono ridotte del 2% tra il 2021 ed il 2023 e del 21% tra il 2014 ed il 2023. Nel breve periodo 2021-2023 la riduzione delle emissioni è principalmente dovuta a trasporto su strada e riscaldamento, questi miglioramenti sono stati parzialmente ridotti dal ritorno a livelli pre-lockdown delle emissioni da combustioni all’aperto e fuochi d’artificio.
  • Ammoniaca (NH3): le emissioni si sono ridotte del 4% tra il 2021 ed il 2023 e sono rimaste praticamente invariate tra il 2014 ed il 2023 (-0.2%). Nel breve periodo 2021-2023 la riduzione delle emissioni è principalmente dovuta ad una riduzione del consumo di fertilizzanti minerali ed una riduzione del numero medio di capi allevati.
  • Composti organici volatili non metanici (COVNM): nella valutazione non sono considerate le emissioni biogeniche. Le emissioni si sono ridotte del 6% tra il 2021 ed il 2023 e del 18% tra il 2014 ed il 2023. Sia nel breve periodo 2021-2023 che nel medio 2013-2023 la riduzione delle emissioni è principalmente dovuta al traffico su strada ed all’impiego dei solventi. 

Per saperne di più

ARPA Lombardia si occupa da diversi anni, ai sensi della Legge Regionale n°24/2006 (art.4, art. 21), dell’aggiornamento dell’inventario di emissioni in aria, dello sviluppo ed aggiornamento del sistema INEMAR, della stima delle emissioni di gas serra e di assorbimento del carbonio dai sistemi ecoforestali. Tali attività si inseriscono in quelle istituzionali svolte da ARPA Lombardia per la Regione.  

L’aggiornamento dell’inventario regionale delle emissioni in atmosfera in Lombardia viene svolto mediante il sistema informatico INEMAR (INventario EMissioni in ARia). Con tale sistema sono stati realizzati gli inventari delle emissioni in atmosfera in Lombardia per gli anni 1997, 2001, 2003, 2005, 2007, 2008, 2010, 2012, 2014, 2017, 2019, 2021 e 2023 relativamente ai principali macroinquinanti di interesse ai fini del risanamento della qualità dell’aria (SO2, NOX, COVNM, CO, NH3, PM2,5, PM10, PTS) e dei gas climalteranti di interesse per il loro effetto sul riscaldamento globale (CO2, CH4, N2O).

L’attività dell’inventario ed il sistema INEMAR non sono cristallizzate, ma sempre in continuo miglioramento. L’evoluzione nel corso degli anni ha riguardato: metodi, dati, fonti ed inquinanti contabilizzati, allineando la qualità delle stime alle migliori conoscenze e alla disponibilità di informazioni più accurate o dettagliate all’avvio di ogni edizione.

Accanto agli inquinanti più tradizionali, sono stati implementati i metodi di stima per i microinquinanti. A partire dalla edizione relativa al 2010, sono state pubblicate le stime relative alle emissioni di idrocarburi policiclici aromatici (BaP, BbF, BkF, IcdP) e delle componenti del particolato come carbonio organico ed elementare (OC, BC). A partire dall’edizione relativa al 2012 sono state pubblicate le stime sulle emissioni di metalli pesanti (As, Cd, Cr, Cu, Hg, Ni, Pb, Se, Zn) e, a partire dal 2014, quelle relative al black carbon (BC). 

Data ultimo aggiornamento: 08/01/2026

Data ultimo aggiornamento
08/01/2026