Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti. Per saperne di più consulta la Consulta la PRIVACY POLICY.

L'utilizzo di cookie di terze parti, comunque responsabili del trattamento, consente di attivare l'incorporamento di elementi necessari al funzionamento del social network Twitter e dell'interprete di dati geografici OpenStreetMap. Prima di proseguire la navigazione scegli quali accettare dei suddetti Cookie per attivare il relativo elemento, oppure clicca su "Chiudi e rifiuta tutto".

Salta al contenuto principale
800.061.160

Radioattività nei rottami

Il decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101, norma quadro in materia di radioprotezione, disciplina il dettato normativo relativo alle attività di sorveglianza radiometrica su rottami, materiali metallici di risulta, semilavorati metallici e prodotti finiti d’importazione. In particolare, sono soggette agli obblighi di sorveglianza radiometrica, ai sensi del D.Lgs. 101/2020 s.m.i. (art. 72 e Allegato XIX), le seguenti tipologie di aziende:

  • aziende che a vario titolo trattano rottami o altri materiali metallici di risulta
  • aziende che importano prodotti semilavorati metallici
  • aziende che importano prodotti finiti in metallo.

Per altre aziende (inceneritori e termovalorizzatori, aziende che trattano RAEE, aziende che producono “end of waste” ai sensi dei Regolamenti 333/2011/UE e 715/2013/UE) la sorveglianza radiometrica è prevista da normative diverse dal D.Lgs. 101/2020 s.m.i., ad esempio in applicazione delle migliori tecniche disponibili (BAT) per le aziende soggette a procedure di autorizzazione ambientale ai sensi del decreto legislativo 3 aprile 2016, n. 152.

Le “Linee Guida SNPA 51/2024 sulle attività delle agenzie regionali e delle province autonome per la protezione dell’ambiente in materia di sorveglianza radiometrica” (Linee Guida SNPA 51_2024), approvate dal Consiglio SNPA con Delibera n. 253/2024, descrivono le attività che le Agenzie per l’Ambiente svolgono in materia di sorveglianza radiometrica sui rottami metallici, semilavorati metallici, prodotti finiti e rifiuti, attività che sostanzialmente si possono suddividere in due tipologie:

  1. verifica delle modalità di esecuzione della sorveglianza da parte delle aziende
  2. attività conseguenti ai ritrovamenti di sorgenti o materiale contaminato

Le Linee Guida sono state predisposte dagli esperti delle ARPA/APPA in materia di radioattività con lo scopo di fornire agli operatori delle Agenzie per l’Ambiente un inquadramento organico di tutta la materia inerente alla sorveglianza radiometrica, con l’obiettivo specifico di fornire indicazioni tecniche chiare e strumenti di lettura ben strutturati di tutti gli aspetti, sia tecnici che normativi, che riguardano tale tema.

Il documento, liberamente disponibile in rete, contiene indicazioni utili anche per le aziende a vario titolo soggette agli obblighi di sorveglianza radiometrica, secondo il dettaglio riportato nelle Linee Guida cui si rimanda per ogni ulteriore approfondimento.

Il contenuto delle Linee Guida è stato successivamente recepito nelle procedure interne di ARPA Lombardia ed integrato con due liste di riscontro esemplificative, redatte ad uso del personale dell’Agenzia quale supporto operativo nello svolgimento delle attività di competenza:

- Check list n.1: elenco dei documenti e informazioni da acquisire e delle verifiche da svolgere in campo in caso di sopralluogo

- Check list n.2: dettaglio dei contenuti tecnici da valutare all’interno dei documenti acquisiti

Le due liste di riscontro sono disponibili sul sito web dell’Agenzia e messe a disposizione delle aziende, quale possibile ausilio nella predisposizione degli atti di propria competenza.

Le tipologie di sorgenti radioattive che più frequentemente, se non correttamente smaltite, finiscono tra i rottami metallici sono:
• quadranti o altre parti di strumentazione scientifica di varia natura, contenenti radio 226,
• tubi da prospezioni minerarie, con incrostazioni di radionuclidi naturali, anch’essi con radio 226,
• parafulmini (ormai fuori produzione), contenenti radio 226 o americio 241,
• sorgenti per uso industriale o medico di cesio 137 o cobalto 60 

Nonostante le verifiche sui materiali in ingresso presso acciaierie e fonderie siano ormai sistematiche e accurate, la probabilità che una sorgente sfugga a controlli e venga fusa non si azzera mai.

In questo caso le fusioni incidentali vengono evidenziate a posteriori, in genere dai controlli radiometrici su polveri da abbattimento fumi o su scorie, a seconda del tipo di impianto e dell’isotopo e della temperatura di fusione.

Tipicamente le contaminazioni prevalenti sono:

  • nelle acciaierie

la fusione di cesio 137 contamina l’impianto d’abbattimento fumi e le polveri,

la fusione di cobalto 60 contamina il prodotto finito

  • nelle fonderie di alluminio e piombo

la fusione di cesio 137 o di radio 226 contamina i forni fusori e le scorie.

In Lombardia si sono verificate 12 fusioni accidentali dal 1990 ad oggi.
Nella tabella seguente si riportano alcuni dati relativi alle conseguenze di tali incidenti:

ANNO

CICLO PRODUTTIVO

MATERIALE CONTAMINATO

NUCLIDE

VOL. (m3)

ATTIVITA' (GBq)

1990

alluminio

scorie saline, macerie, materiali misti

Cs-137

250

100

1990

alluminio

ossidi di alluminio

Cs-137

210

4

1990

alluminio

scorie saline

Cs-137

20

0,2

1990

alluminio

scorie saline

Cs-137

8

0,008

1990

discarica

scorie miste

Cs-137

1000

120

1990

discarica

scorie saline

Cs-137

55000

1000

1997

acciaio

acciaio

Co-60

190

0,51

1997

acciaio

polveri da abbattimento fumi

Cs-137

90

240

2001

ottone

scorie, polveri da abbattimento fumi

Am-241

29

0,014

2007

acciaio

polveri da abbattimento fumi

Cs-137

470

3,1

2008

ottone

polveri abbattimento fumi, macerie, materiali misti

Cs-137

100

2,2

2010

alluminio

scorie

Ra-226

90

0,45

2011

acciaio

polveri da abbattimento fumi

Cs-137

118

0,22

2015

piombo

scorie

Ra-226

130

15

2018

acciaio

polveri da abbattimento fumi

Cs-137

305

0,47

In generale le conseguenze di questi incidenti sono nulle per l’ambiente e la salute pubblica ma molto rilevanti in termini economici per le aziende, perché implicano arresto dell’attività produttiva, forni e macchine da smantellare o decontaminare, materiali da smaltire o stoccare e gestire e generano grandi volumi di materiale contaminato, come si può vedere nella tabella.

Grazie alla diffusione dei sistemi di sorveglianza radiometrica e al progresso tecnologico, le fusioni accidentali sono diventate, nel corso degli anni, meno frequenti e coinvolgono sorgenti di attività minore.

Data ultimo aggiornamento: 25/03/2026

Data ultimo aggiornamento
25/03/2026

Struttura responsabile del contenuto informativo: Radioattività

Struttura responsabile del contenuto informativo
Radioattività

Struttura responsabile della pubblicazione: Comunicazione

Struttura responsabile della pubblicazione
Comunicazione