Aree prioritarie in Italia
Alla data del 16 marzo 2026 hanno completato la prima individuazione delle aree prioritarie ai sensi dell’art. 11 del D.Lgs. 101/2020 ed hanno provveduto alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale nove Regioni e Province Autonome, indicate nella mappa in grigio, secondo il dettaglio di seguito specificato:
- Friuli Venezia Giulia – 52 comuni (GU n.299 del 21-12-2024)
- Liguria – 16 comuni (GU n.51 del 3-3-2026)
- Lombardia – 90 comuni (GU n.211 del 09-09-2023)
- Piemonte – 37 comuni (GU n.93 del 20-04-2023)
- Puglia – 8 comuni (GU n.269 del 19-11-2025)
- Sardegna – 162 comuni (GU n.241 del 14-10-2022)
- Toscana – 13 comuni (GU n.16 del 21-01-2025)
- Valle d’Aosta – 11 comuni (GU n.11 del 15-01-2026)
- Veneto – 21 comuni (GU n.115 del 20-05-2025)
La Regione Emilia-Romagna, indicata nella mappa con una grafica specifica, ha pubblicato sul proprio Bollettino Ufficiale (BURERT n.54 del 11.03.2026) una presa d’atto secondo la quale dall’analisi dei dati ad oggi disponibili non risultano nel territorio regionale comuni in area prioritaria.
Le Province Autonome di Trento e Bolzano hanno provveduto all’identificazione dei comuni in area prioritaria, non ancora ufficializzata con la pubblicazione su Gazzetta Ufficiale alla data del 16 marzo 2026.
Nella sezione report è possibile scaricare l’elenco dei comuni italiani ufficialmente classificati in area prioritaria (elenchi pubblicati in Gazzetta Ufficiale) alla data del 16 marzo 2026.
Nelle Regioni e Province Autonome italiane sono in corso, in attuazione di quanto stabilito dal D.Lgs. 101/2020, le azioni necessarie ai fini dell’individuazione delle aree prioritarie a rischio radon.
Le aree prioritarie devono essere individuate con le metodologie stabilite dall’art. 11 del D.Lgs. 101/2020, che prevedono l’esecuzione di misurazioni della concentrazione di radon indoor (o l’utilizzo di misurazioni già disponibili) e l’individuazione delle aree prioritarie in accordo con il seguente criterio:
sono classificate in area prioritaria le aree nelle quali la stima della percentuale di edifici che supera il livello di 300 Bq/m3 è pari o superiore al 15%. La percentuale degli edifici deve essere determinata con indagini misure di radon riferite o normalizzate al piano terra.
L’individuazione delle aree prioritarie è un obbligo posto in capo alle Regioni e Province Autonome (art. 11 D.Lgs. 101/2020). L’elenco delle aree prioritarie diviene ufficiale a partire dalla data della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana (art. 11 D.Lgs. 101/2020).
Per ulteriori informazioni sulle attività svolte nelle singole regioni e province autonome fare riferimento ai rispettivi portali istituzionali.
Regione Lombardia - Linee guida per la prevenzione delle esposizioni al gas radon in ambienti indoor
Istituto Superiore Sanità - Radon
Organizzazione Mondiale della Sanità - Radon
SUPSI – Schede tecniche risanamenti radon
Regione Lombardia – Bando Servizi dosimetria radon
Regione Lombardia – Elenco (non esaustivo) Servizi dosimetria radon
Prima individuazione delle aree prioritarie a rischio radon in Lombardia
Metodi di misura del radon 222 nelle acque di rete: l'esperienza di Arpa Lombardia.
REGIONE LOMBARDIA - LINEE GUIDA PREVENZIONE RADON
Regione Lombardia - Linee guida per la prevenzione delle esposizioni al gas radon in ambienti indoor
Istituto Superiore Sanità - Radon
Organizzazione Mondiale della Sanità - Radon
SUPSI – Schede tecniche risanamenti radon
Regione Lombardia – Bando Servizi dosimetria radon
Regione Lombardia – Elenco (non esaustivo) Servizi dosimetria radon
Prima individuazione delle aree prioritarie a rischio radon in Lombardia
Metodi di misura del radon 222 nelle acque di rete: l'esperienza di Arpa Lombardia.
REGIONE LOMBARDIA - LINEE GUIDA PREVENZIONE RADON
Data ultimo aggiornamento: 16/03/2026
Data ultimo aggiornamento
16/03/2026
Data inserimento: 14/02/2023
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14/02/2023
Struttura responsabile del contenuto informativo: Radioattività
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Struttura responsabile della pubblicazione: Comunicazione
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